…….il libro del buio – Mattia Pio Clemente

14 Mar 2016

Ogni mattina andavo nella nostra biblioteca per leggere tutti i libri e i manoscritti che insegnano i tanti incantesimi della mia famiglia e lì mi successe una cosa davvero misteriosa. Mentre giravo perplessa tra libri e libri, vidi qualcosa che luccicava, mi avvicinai incuriosita e scoprii che si trattava di una cassaforte in argento con una ruota a meccanismo cifrato. Accanto vi era perfino un’indicazione scritta su un foglio di pergamena ingiallito dal tempo. Stando alle indicazioni, dovevo girare la ruota in senso antiorario, cosa che feci. Sentii uno strano “tlack” e la cassaforte si aprì, cigolando. Dentro ci stava un enorme libro con la copertina nera, impreziosito da fregi d’argento e d’oro. Si chiamava “il Libro del Buio”. Tornai di corsa a casa e lo feci vedere a mia madre. Lei non mostrando alcuno stupore disse: “Ah! Quello lì è il Libro del Buio, uno dei nostri manuali di magia nera, che non si usa da millenni. Scommetto che l’hai trovato in biblioteca, eh?” Annuii. Lei continuò: “Pensiamo che tua nonna Rosy, l’abbia nascosto probabilmente in una cassaforte e che il libro le si sia rivoltato contro imprigionandola tra le sue pagine. La nostra profezia dice: “Quando una dolce bambina tredicenne entrerà nel libro, ove sono entrate le tenebre, sconfiggerà i mostri che ci vivono, riuscirà a liberare la potente Signora del Crepuscolo e il ginepro sterile tornerà a fiorire, solo allora tra i Periwinkle ritornerà la pace!” Io chiesi: “E chi è la bambina indicata nella profezia?” Mia madre fece un lungo sospiro e confessò: “Sei tu. E sarai tu a ricondurre tua nonna a casa e a riportare la pace tra noi Periwinkle.” Questa confessione mi diede tanto coraggio e pensai dentro di me: “Non preoccuparti nonna, ti libererò e ritornerai a casa!” – La prima porta – Decisi di entrare nel libro, nonostante non sapessi come ci si entrasse. Mentre meditavo incerta il libro cadde dallo scaffale su cui io l’avevo messo e si posò tra le mie mani. Cadendo, si aprì su una pagina dalla seguente scritta: “Per entrare nel libro, bisogna soffiare sul portale disegnato alla pagina seguente.” Cominciai a soffiare fortissimo e il libro prese a vibrare e alla fine vi fui risucchiata in un vortice di piume nere. Quando mi rialzai, il paesaggio era così cambiato che rimasi di sale. Le montagne erano fatte di diorite nera, i fiumi e i laghi di petrolio, la lunga strada su cui poggiavo i piedi era di carbone. Mi incamminai e giunsi alla prima porta che dovevo attraversare per arrivare al Castello Nero, luogo ove era rinchiusa mia nonna. A fare la guardia alla porta vi era un enorme drago a undici teste che disse con un vocione tonante: “Altolà! Chi sei e che cosa vuoi?” Non esitai e dissi: “Il mio nome è Jeannette. Sono venuta qui per liberare mia nonna Rosy e per batterti con un potere a cui nemmeno tu saprai opporti!” Il drago frustò la coda per la curiosità e tuonò: “E quale?” Io, ricordandomi del suo nome, che tante volte avevo sentito in famiglia, esclamai: “Col tuo nome, Norred.” Il drago a sentir nominare il suo nome da una bella bambina come me, ebbe un infarto e stramazzò al suolo. Io, contentissima di averlo battuto, gli feci uno sguardo sprezzante e dissi: “E vattene all’inferno!” Attraversai la prima porta. – La Lega degli Angeli – Mentre camminavo, sentivo sempre nelle orecchie una voce musicale e funebre allo stesso tempo che mi diceva: “Jeannette, sono Braiwine, l’Angelo del Male! Sono dietro di te, non mi vedi?” Mi girai di scatto e la vidi! Mia cugina, in carne e ossa, la Signora degli Inferi! Mi spaventai moltissimo. Braiwine è di origini ucraine, per questo i capelli biondi sono intrecciati in una grossa treccia a mo’ di cerchio intorno alla bella chioma. Indossa sempre un lungo vestito nero di falanel, la seta che nel mio paese è estratta dal vello delle pecore, con maniche di pizzi e merletti. Ha ali nere piumate e soprattutto immense da coprire il cielo. Un paio di corna nere, che emanano lava rossa. Ed ha occhi rossi come il fuoco. Poi, in quanto dèa del male, ha sull’occhio sinistro un sigillo, un disegno nero, raffigurante la stella demoniaca. Disse, con la sua voce che sa di morte e desolazione: “Vai a liberare tua nonna?” Annuii. Lei continuò: “Puoi contare su di me. Prima però vorrei presentarti agli altri componenti della Lega degli Angeli, di cui io sono la capessa.” Ci incamminammo, ad un certo punto ci fermammo e urlò: “Nocturnia! Lunaria! Loralei! Sylvia! Marinia! Fritillia! Styxia! Glacia! Victoriana! Amorea! Micaela! Coelestia! Boadiceia! Sacaria! Raphael! Loxia! Ventosia! Venite, potenti creature dominatrici dei cieli, vi devo far conoscere mia cugina!” Diciassette figure di Angeli Leggendari si palesarono, obbedienti al richiamo. Alcuni erano privi di ali, altri avevano ali membranose, altri ancora piumate, altri avevano ali simili a quelle di insetti giganteschi. Erano tutti magnanimi e autorevoli. E Braiwine disse: “Miei cari collaboratori, vi presento mia cugina Jeannette, una delle poche discendenti di Rosy e Karl!” Tutti erano intenti a guardare le mie ali da farfallone nere e verdi. Li salutai cordialmente e loro ricambiarono, giulivi. Scambiandoci sguardi d’intesa, ci sentivamo tutti finalmente pronti a liberare mia nonna.

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