La dolce voce dei bambini – Terzo Circolo Didattico “G. D’Annunzio” plesso “Papa Giovanni XXIII”, Trani (BAT) – classe IV B

08 Mar 2016

Nel paese di Abbiamsempredafare tutti gli adulti erano sempre molto indaffarati e non volevano che i bambini gli dessero impicci. C’erano le maestre che avevano sempre qualcosa di cui lamentarsi:li sgridavano se non svolgevano i compiti, ma anche quando li svolgevano erano le prime a trovare degli errori. C’erano i genitori sempre pronti a trovare un motivo per rimproverarli : che noia quando cominciavano a ripetere “ Sai, io alla tua età…”
E che dire dei negozianti: si lamentavano se li vedevano giocare a pallone per strada, perche’ rischiavano di colpire le vetrine dei negozi. Per non parlare degli automobilisti che cominciavano a strombazzare ed a sbucare come matti!
Intanto nel paese mai nessuno si preoccupava di sistemare un posto dove i bambini potessero giocare senza dar disturbo a nessuno.
I bambini non ne potevano proprio piu’. Decisero, quindi di riunirsi e pensare cosa fare. Pensa e ripensa, non appena videro un loro compagno arrivare addirittura con un occhio nero per la sberla di un papa’, decisero di lasciare il loro paese: volevano fuggire dagli adulti.
Detto … Fatto! Tornarono a casa e mentre i genitori dormivano si prepararono un bel fagotto con qualcosa da mangiare e lo misero nella cartella. La mattina seguente, invece di andare a scuola, si incamminarono fuori citta’ in cerca di un posto dove restare.
Cammina e cammina si inoltrarono in un bosco fitto e proprio dietro un albero alto e maestoso trovarono la casetta di Fata Dolcezza che, appena li vide, stanchi ed infreddoliti, diede loro ospitalità e tante gustose delizie da mangiare.
A lei raccontarono tutto, dei rimproveri e delle lamentele dei grandi. Fata Dolcezza, con molta tenerezza, fece loro capire che gli adulti spesso semplicemente non ricordavano come si erano stati da bambini, ma che comunque li amavano. Nel frattempo, nel paese di Abbiamsempredafare ci si accorse che tutti i bambini erano scomparsi. Si ritrovarono nella scuola e le maestre confermarono che quella mattina gli alunni non si erano presentati.
Le mamme cominciarono a disperarsi e a battersi il petto, i papa’ cominciarono ad incolpare le mamme, le mamme accusavano i papà di essere stati troppo severi. Poi tocco’ alle maestre che furono accusate di assegnare troppi compiti e di essere troppo severe. Insomma, tutto d’un tratto le persone si accorsero che senza i bambini non avevano voglia di far piu’ nulla e si accorsero anche di quanto fosse triste il paese senza i loro schiamazzi e le loro risate.
Sembrava che persino gli uccellini avessero smesso di cinguettare! Tutto era cosi’ triste e senza senso! “Forse siamo stati troppo severi” – disse un papa’. “Io credo che siamo tutti troppo presi dai nostri problemi e dai nostri impegni ed abbiamo dimenticato come eravamo quando eravamo piccoli”. Cosi’ tutti gli adulti capirono che i bambini sono indispensabili e che senza di loro non si puo’ vivere. Decisero di raggiungerli e fargli sapere quello che avevano finalmente compreso, ma non sapevano dove dirigersi.
D’un tratto sentirono una soave melodia che proveniva dal bosco e si misero a seguire quel suono armonioso che altro non era che il dolce canto dei bambini guidati dalla Fata.
Cammina, cammina , raggiunsero la casetta nel bosco e lì ritrovarono i loro bambini sani e salvi, li riabbracciarono e da quel giorno gli adulti cercarono di ricordare piu’ spesso com’erano stati da bambini ed i bambini cercarono di essere piu’ comprensivi. Ed il sindaco della città decise di creare uno spazio dove i bambini potessero giocare e di chiamare il loro paese “La città dei bambini”.

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