L’asino che decise di andare a scuola – Scuola Secondaria di I grado “Cafaro”, Andria (BAT) – classe I E (Riccardo Loconte)

18 Mar 2016

Un giorno lontano, agli inizi di settembre, un asino, affaticato per il peso della soma che portava in groppa e assetato, andò a bere ad un ruscello e vide molte volpi che correvano tutte in una direzione, con uno zaino sul dorso.
Una di loro chiese all’asino, per prenderlo in giro: “Ascolta, quanto fa uno più uno?”
L’asino, meravigliato per la domanda, rispose: “No, non credo di saperlo! Forse cinque, forse sette, forse tre. Non lo so!”
La volpe saccente scoppiò a ridere: “Ah, ah, ah, ah! Sei proprio un ignorante! Sei buono soltanto a trasportare carichi pesanti!”
Allora l’asino pensò di cambiare mestiere e, per diventare anche lui uno studente, decise di recarsi alla scuola degli animali per iscriversi e frequentare le lezioni. Arrivato in segreteria, la segretaria gli chiese: “Mi dica il suo nome”. “Ciuchetto” rispose l’asino.
“Cognome”.
“De Asinelli”.
“Ok. Venga domani sempre qui e si ricordi di portare il materiale necessario”, puntualizzò la segretaria. Così Ciuchetto tornò a casa e si procurò tutto l’occorrente, tranne lo zaino! Allora andò in cantina e trovò un bello zaino, di color rosso fuoco.
Il giorno successivo andò a scuola e, proprio nella sua classe, c’era la volpe che lo aveva insultato. Si chiamava Pelorosso.
Allora Ciuchetto la sfidò: “Scommettiamo che divento più sapientino di te?” La volpe, molto sicura di sé, accettò dicendo: “Va bene, scommettiamo pure! Se vinci tu, non ti insulterò più, ma se vinco io tu dovrai servirmi e riverirmi!”
“Ok. Ci sto” confermò l’asino.
Il giorno dopo, a scuola, fu interrogata prima Pelorosso e riuscì a superare brillantemente l’interrogazione. Poi arrivò anche il turno di Ciuchetto che, non avendo mai studiato e non essendo neanche abituato a studiare come si deve, non era preparato per niente.
Infatti, poverino, non riuscì ad aprire bocca e dovette accettare l’amara sconfitta.
Avendo perso la scommessa, l’asino dovette servire e riverire la volpe per un bel periodo di tempo. Successivamente Ciuchetto tornò ad essere un animale da soma e si dedicò di nuovo al trasporto di carichi pesanti.
La favola ci insegna che ognuno si deve dedicare a ciò che sa fare bene.

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