Prova a essere chi vuoi – Sofia De Muro

13 Mar 2016

Bianca era nel cortile della scuola, quando all’improvviso vide un bambino che strappava le foglie di un albero. Così iniziò a chiedersi come potesse essere vivere per un giorno la vita di una pianta.
Arrivata a casa andò in tutta fretta nella sua stanza e si mise un cappellino di quando era piccola, verde come il colore delle piante.
Si inginocchiò in un angolino immobile per cinque minuti: “deve essere proprio noioso essere una pianta”, pensò. È ora di pranzare! La mamma era in attesa di un bambino, per questo bianca era molto felice e voleva che il bimbo nascesse subito: non voleva aspettare nove mesi! Bianca toccò il pancione e iniziò a chiedersi come potesse essere vivere per un giorno la vita del fratellino in arrivo.
Cercò, cercò e cercò… alla fine trovò un ciuccio di quando era piccola. Si ranicchiò nel letto col ciuccio in bocca e si addormentò. Quando si svegliò pensò: “com’è rilassante e coccoloso stare nella pancia!”
Arrivò la notte. Bianca non riusciva a dormire, perciò prese il suo sacco a pelo e lo portò in terrazzo, ci si stese sopra ad ammirare le stelle. Iniziò a chiedersi come potesse essere vivere per un giorno la vita di una stella.
La mattina dopo, infatti, prese un enorme foglio giallo di carta, lo ritagliò e con del nastro adesivo se lo attaccò alle braccia e alle gambe (anche se si staccava in continuazione) poi si stese sul pavimento a pensare: ”le stelle sono delle gran pigrone!” Pian piano arrivò il compleanno di bianca.
Arrivarono tanti invitati alla sua festa. Bianca era felicissima ed era impaziente di aprire i regali e di soffiare sulle candeline.
Sulla sua torta c’erano tante decorazioni sbrilluccicanti ma bianca concentrò la sua attenione su una fogliolina di zucchero dall’aspetto squisito. Bianca iniziò a chiedersi come potesse essere vivere per un giorno la vita di una decorazione di zucchero. Si concentrò e pensò che tutti i suoi amici la volessero mangiare! Finì la festa e bianca era sbalordita di come fosse passato in fretta il tempo. Poco dopo andò a dormire, felice della festa, ma dispiaciuta che fosse già ora di andare a letto.
Bianca fece un viaggio a valle del sole e lì imparò a nuotare.
Diventò un vero e proprio delfino e… immaginate un po’… iniziò a chiedersi come potesse essere vivere per un giorno la vita di un delfino, perciò andò in piscina (la mattina dopo, quando poteva) e si mise a nuotare in “stile sirena”. Com’è stancante essere un delfino! Dopo una settimana di piscina e mare bianca tornò a casa stravolta dalle vacanze, ma felicissima di aver imparato a nuotare!
Il giorno della nascita del fratellino di bianca era appena arrivato è nato… Mattia!!!
Bianca iniziò a chiedersi come potesse essere vivere per un giorno la vita di mattia, che era appena nato.
Bianca notò che a mattia dava fastidio la luce… andò col suo papà fuori l’ospedale e si mise a guardare il sole. “come è fastidioso essere nati da… un giorno!” Così bianca e mattia diventarono ottimi fratelli e, quando il “piccolo” mattia fu cresciuto presero il volo per altre fantastiche avventure!!!
Arrivò un giorno in cui la piccola bianca divenne grande. Non era più una bambina ma una giovane donna. Dentro il suo cuore sentiva di essere tutto ciò che aveva immaginato da bambina era pianta annoiata, era bimbo nella pancia coccoloso, era stella pigra, era squisita fogliolina di zucchero, era il suo fratellino infastidito. Era tutto ciò e tanto altro ancora.
Fine…?

Share

redazione

titolo

contenuto pagina

×