Trabocchetti mortali – Gabriele Mancini

14 Mar 2016

“Morto ferocemente accoltellato in Craven Road”.
Questa era la notizia in prima pagina del Guardian e dell’ Economist e riportata da tutti i tabloid londinesi in una giornata di novembre di fine Ottocento. La brutale notizia arrivò anche all’ufficio dell’agente di Scotland Yard, James Morrison. Splendido ed intelligente investigatore, era fidato amico del commissario Lewinson di S.Y., anche perchè i casi li risolveva sempre James e il merito se lo prendeva tutto il commissario. James era astemio, indossava sempre una giacca blu oltremare, una camicia di seta bianca e portava un vecchio revolver calibro 9.
Non fu affatto sorpreso della notizia: era già il nono omicidio in un mese e la polizia brancolava nel buio più totale. Le vittime erano grandi Sir e Baroni di Londra e oggi sarebbe andato con Lewinson sulla scena del crimine per raccogliere qualche importante indizio che lo avrebbe portato alla verità.
In Craven Road s’era già stanziata la polizia e gli anatomo patologi stavano controllando il decesso della vittima. “La vittima è Sir Hawk di Greenwich, grande signore con un patrimonio di oltre dieci milioni di pound, accoltellato dieci volte al petto più o meno verso mezzanotte” disse il commissario a James. L’investigatore prese la sua lente d’ingrandimento e s’avvicinò alla vittima.
I tagli erano profondi e laceranti, non molto estesi.
L’arma del delitto potrebbe essere un pugnale molto arrugginito dato che i medici hanno trovato dei microscopici frammenti di metallo nelle ferite” esclamò James. Lewinson confermò la sua ipotesi, ma ormai era tardi e avrebbe continuato le indagini il giorno seguente, così ritornò al commissariato. James invece restò, era sicuro che qualche indizio fosse sfuggito alla polizia e continuò a cercare. Vicino al luogo del delitto, sotto un tubo di scarico della fognatura notò un foglietto accartocciato, lo aprì e lesse:
Complimenti Poliziotto, hai scoperto il mio biglietto! Già nove ne ho uccisi e se mi vuoi trovare, gli indovinelli devi cercare o una nuova vittima ucciderò. Ti ho preparato una caccia al biglietto e ti conviene sbrigarti, l’orologio sta ticchettando, il signore sta chiudendo bottega e oh mamma mia quant’è buona questa mela! P.S. Se cerchi di avvisare i tuoi amici sei morto!”
James era scosso, ma non sapeva se il messaggio fosse vero, comunque non poteva rischiare! Riflettè un momento e pensò -”L’orologio e bottega, deve essere l’orologiaio, ma quale a Londra? Ce ne sono tantissimi! Aspetta! La frase mamma mia quant’è buona questa mela….mmm…. non ha senso! … Forse è l’orologiaio vicino al giardinetto dei giovani meli, certo, quello in Piccadilly Circus. ”Arrivò, ansimante, correndo nella grande piazza e vicino al luogo dell’indovinello trovò un altro messaggio: ”Bravo agente! Se trovi altri due biglietti di dirò dov’è il mio nascondiglio. Parola di “MR KNIFE”. Comunque sul luogo del delitto devi ritornare e se fossi al posto del signore di Greenwich cosa vedresti?”
James aveva capito tutto, doveva ritornare a Craven Road, luogo del delitto del signore Hawk di Greenwich e mettersi sdraiato come il cadavere, quindi guardare da quella prospettiva. Fece tutto quello richiesto e vide un bigliettino spuntare dalla feritoia di un balcone, salì sul palazzo, lo afferrò e lesse:“Caro, sei molto perspicace, ma non ci sarà nessun terzo biglitto perchè ti ho fatto un trabocchetto! Sei morto! Bye bye, se vuoi puoi bere un’ultima cup of tea!”
Proprio in quel momento sentì un coltello minaccioso dietro la schiena e una voce: ”complimenti agente Morrison, potresti essere il mio aiutante, ma io mi diverto uccidendo, un normale hobby vero?!”. MR Knife era un uomo alto e allampanato, indossava una maschera di cuoio rosso come il sangue, una giacca elegante, una cravatta nera, dei pantaloni da uomo d’affari e impugnava un coltello a doppio taglio, quello che quando entra lacera e quando esce strappa. Insomma uno strano mix di eleganza ed orrore. Beh! Esclamò James -”dato che è giunta la mia ora potresti dirmi tutta la verità”.
-”Mi chiamo Doran Nixon, alias “MR knife”, sono nato ricco e felice e mio padre era uno degli uomini più potenti di Londra, ma tutti i Sir e i Baroni di Londra, invidiosi e assetati di potere, lo hanno fatto uccidere! Così sono cresciuto nella miseria e nella povertà. Quando avevo quattordici anni ho lavorato come garzone presso un venditore d’armi e un giorno, in seguito ad una lite, l’ho accoltellato e in quel momento ho capito che l’unica cosa che mi eccitava e che mi rendeva felice era UCCIDERE. Non solo i soldi e il potere danno la felicità. Da lì ho iniziato ad uccidere tutti i Sir e Baroni, anche per vendicare mio padre. Una vendetta, lo ammetto, un po’ old fashioned ”
Il killer sollevò il coltello per colpire James che con una mano lo bloccò, ma si ferì al polso. Stava perdendo molto sangue ma trovò la forza per impugnare il revolver e, con mano ferma, sparò tre colpi diretti al criminale. James si sentì improvvisamente stanco, indolenzito per l’emorragia e svenne……
Qualche giorno dopo si vegliò e si ritrovò fortunatamente in ospedale. C’era anche Lewinson che gli fece un encomio per la risoluzione del caso e gli spiegò che, passando per Craven Road per rivedere la scena del crimine, lo aveva visto svenuto e aveva avvisato un’ambulanza. James era molto stremato e scosso da quella notte : l’ unica cosa di cui aveva bisogno era un meritato riposo…

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