Una città con gli occhi dei bambini – Paola Carvutto

13 Mar 2016

C’ era una volta una città di nome Irab che veniva soprannominata dai bambini “La città della noia” perché nei pochi parchi che c’erano, i canestri erano rotti, le piste di pattinaggio erano allagate, le altalene e gli scivoli inagibili e le piante erano morte.
Un bel giorno di primavera, durante le vacanze di Pasqua i bambini non sapevano cosa fare e allora decisero di incontrarsi tutti davanti al cancello della scuola “Anna Frank” per discutere insieme dei problemi della città. Tutti i bambini erano d’accordo su quali cose bisognasse sistemare anche se non sapevano come, quando all’ improvviso,a un bambino di nome Genius Genietti venne un’ idea brillante: creare degli occhiali per far vedere agli adulti come i bambini vedevano la città.
Gli altri bambini approvarono la sua trovata e il giorno dopo tutti andarono in un laboratorio e dopo vari esperimenti, tenta e ritenta, riuscirono a realizzare tanti occhiali quanti erano gli adulti della città. Li impacchettarono e glieli fecero recapitare. Tutti ricevettero il loro regalo: sindaco, assessori, genitori, maestri che rimasero a bocca aperta e si intristirono così tanto nel vedere una città senza divertimenti che iniziarono subito i lavori.
Ininterrottamente giorno e notte tutti con ruspe, martelli e trapani lavorarono per modificare la città realizzando parchi giganti con tanti giochi, spazi per tutti e piantando molti alberi.
Alla fine tutti felici cambiarono anche il nome della città, bastò solo invertire le lettere da Irab diventò Bari.

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redazione

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